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La chiesa di Fratta Polesine e Matteotti

Sebbene la sua famiglia non eccellesse in zelo religioso egli veniva condotto talvolta in chiesa e vi si recava anche da solo. In un primo tempo si era interessato alle funzioni religiose, poi l'edificio stesso della chiesa aveva finito per richiamare la sua maggiore attenzione. La chiesa parrocchiale di Fratta - dedicata ai Santi Pietro e Paolo - è vasta e ricca di marmi, di pitture, di decorazioni, d'intagli. Giacomo mi condusse un giorno a visitarla e mi fece ammirare le pitture del Tintoretto e di Paolo Veronese ivi esistenti. Alla porta maggiore sta una magnifica bussola del Brustolon e nel suo coro esiste un parapetto in legno intarsiato opera dei celebri Voltolina di Lendinara. Questo parapetto era oggetto della estatica ammirazione di Giacomo fanciullo. Una volta essendosi recato nel coro fu sorpreso dal sagrestano a toccare gli intarsi e allontanato a scapaccioni.

La vita di Giacomo Matteotti di Aldo Parini, dalla Prefazione.
interni della chiesa di Fratta Polesine Fratta Polesine - Chiesa arcipretale santi apostoli Pietro e Paolo

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Dove fu ritrovato Giacomo Matteotti (Riano): un monumento

Dove fu ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti (16 agosto 1924), nel bosco della Quartarella a Riano è ora visibile questo monumento.

Casimiro Wronowski

Casimiro Wronowski, cognato di Giacomo Matteotti, si offrì di identificare il cadavere e portò la dichiarazione di un dentista che aveva eseguito un complicato lavoro di otturazione in oro (molare superiore).
Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

Vedova Matteotti e Tita Ruffo baritono lasciano la tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti, Fratta Polesine, 21 agosto 1924

Fotografia originale Vedova Matteotti e il fratello Tita Ruffo baritono lasciano tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine, 21 agosto 1924.
Si ringrazia per il prezioso materiale La Bottega del ciabattino dall'archivio di Franco Senestro.