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Premio letterario Giacomo Matteotti IX

Il 16 ottobre 2013, presso la sala stampa di Palazzo Chigi, sono stati consegnati, alla presenza del Segretario Generale, Roberto Garofoli, i premi ai vincitori della IX edizione del Premio letterario intitolato a Giacomo Matteotti (previsto dalla legge 5 ottobre 2004, n. 255 e disciplinato dal regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 luglio 2009, n. 126,).

La Commissione giudicatrice per l’assegnazione del Premio Giacomo Matteotti ha designato i vincitori delle tre sezioni concorsuali: saggistica, opere letterarie e teatrali e tesi di laurea.
Nella sezione “Saggistica” la Commissione ha assegnato il premio ex aequo alle opere di Gaetano Pecora “Socialismo come libertà. La storia lunga di Gaetano Salvemini”, pubblicato da Donzelli e di Silvia Bianciardi “Argentina Altobelli e la ‘buona battaglia’”, edito da Franco Angeli.
Nella sezione “Opere letterarie e teatrali” i commissari hanno designato come vincitrice l’opera di Melania G. Mazzucco “Limbo”, pubblicato da Einaudi e hanno proposto una segnalazione per il lavoro di Anna Ornstein ”Gli occhi di mia madre. La Shoah raccontata ai miei figli” di Effatà editrice.
Nella sezione “Tesi di laurea” è stata designata come vincitrice la tesi di Brando Mazzolai (facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Siena) “L’evoluzione del principio di legalità nel pensiero di Piero Calamandrei”.
I premi sono stati consegnati dal Segretario Generale della Presidenza del Consiglio e Presidente della Commissione giudicatrice, Roberto Garofoli. É quindi intervenuto il prof. Angelo G. Sabatini. La Commissione era composta inoltre dal dott. Ugo Finetti e dai proff. Luciano Luigi Pellicani, Francesco Perfetti, Antonio Cardini e Stefano Caretti.
Roma - Premio letterario Matteotti IX
Roma - Premio letterario Matteotti IX - a sinistra, forse, Ugo Finetti, al centro Segretario Generale, Roberto Garofoli, a destra il prof Angelo G. Sabatini

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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