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Giacomo Matteotti disegnato da Marilena Nardi

Marilena Nardi: Anni fa cercavo di approfondire la conoscenza della nostra storia, in particolare il periodo che ha preceduto la seconda guerra mondiale e le sue conseguenze. Tra i vari libri, mi pare fosse quello di Ernesto Brunetta "Dal fascismo alla liberazione", ho potuto leggere per intero l'ultimo discorso pronunciato da Matteotti. Inutile dire che mi ha colpita moltissimo e mi ha anche commossa.
Mi sono fatta una mia idea personale di Matteotti a partire dalle parole che ha pronunciato in quel discorso. Mi hanno impressionato il suo coraggio, la convinzione nell'importanza delle proprie idee, la chiarezza, la fermezza, l'amore per la giustizia e per la libertà a costo anche della vita. La sua capacità di capire a fondo l’epoca che stava vivendo e di lottare per un'Italia migliore. Una lucidità e una forza d’animo rare.
Rapportato ai politicantucoli che siedono oggi nel nostro Parlamento, mi sembra ancor più un gigante.
Per il mio lavoro, ho disegnato politici e potenti in tutte le salse e fino alla nausea. Ho pensato che però non mi ero mai occupata di un uomo che ha rappresentato tanto per il nostro paese. Così ho cercato di rimediare e ne è uscito questo piccolo, personale omaggio a Giacomo Matteotti.
E’ un semplice disegno a china, realizzato di getto, con pochi tratti e senza fronzoli inutili.
Mi interessava ritrovare il suo sguardo, uno sguardo vivo, sensibile, diretto. Lo sguardo di un galantuomo.

marilenanardi.it
omaggio a Matteotti, Marilena Nardi
omaggio a Matteotti, Marilena Nardi, 2014

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Dove fu ritrovato Giacomo Matteotti (Riano): un monumento

Dove fu ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti (16 agosto 1924), nel bosco della Quartarella a Riano è ora visibile questo monumento.

Casimiro Wronowski

Casimiro Wronowski, cognato di Giacomo Matteotti, si offrì di identificare il cadavere e portò la dichiarazione di un dentista che aveva eseguito un complicato lavoro di otturazione in oro (molare superiore).
Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

Vedova Matteotti e Tita Ruffo baritono lasciano la tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti, Fratta Polesine, 21 agosto 1924

Fotografia originale Vedova Matteotti e il fratello Tita Ruffo baritono lasciano tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine, 21 agosto 1924.
Si ringrazia per il prezioso materiale La Bottega del ciabattino dall'archivio di Franco Senestro.