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Giacomo Matteotti disegnato da Marilena Nardi

Marilena Nardi: Anni fa cercavo di approfondire la conoscenza della nostra storia, in particolare il periodo che ha preceduto la seconda guerra mondiale e le sue conseguenze. Tra i vari libri, mi pare fosse quello di Ernesto Brunetta "Dal fascismo alla liberazione", ho potuto leggere per intero l'ultimo discorso pronunciato da Matteotti. Inutile dire che mi ha colpita moltissimo e mi ha anche commossa.
Mi sono fatta una mia idea personale di Matteotti a partire dalle parole che ha pronunciato in quel discorso. Mi hanno impressionato il suo coraggio, la convinzione nell'importanza delle proprie idee, la chiarezza, la fermezza, l'amore per la giustizia e per la libertà a costo anche della vita. La sua capacità di capire a fondo l’epoca che stava vivendo e di lottare per un'Italia migliore. Una lucidità e una forza d’animo rare.
Rapportato ai politicantucoli che siedono oggi nel nostro Parlamento, mi sembra ancor più un gigante.
Per il mio lavoro, ho disegnato politici e potenti in tutte le salse e fino alla nausea. Ho pensato che però non mi ero mai occupata di un uomo che ha rappresentato tanto per il nostro paese. Così ho cercato di rimediare e ne è uscito questo piccolo, personale omaggio a Giacomo Matteotti.
E’ un semplice disegno a china, realizzato di getto, con pochi tratti e senza fronzoli inutili.
Mi interessava ritrovare il suo sguardo, uno sguardo vivo, sensibile, diretto. Lo sguardo di un galantuomo.

marilenanardi.it
omaggio a Matteotti, Marilena Nardi
omaggio a Matteotti, Marilena Nardi, 2014

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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