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Canzone Matteotti di Alessio Lega

Testo e musica di Alessio Lega nell'album Mala Testa (dicembre 2004)
La canzone di può ascoltare a questo link sul sito dell'autore
alessiolega.bandcamp.com/track/matteotti

Un vento scuro e ghiaccio
si fa dai Pirenei
strada fra fango e roccia
per arrivare a noi

Mi prende al collo e blocca
mi fa star zitto e duole
mi prende a calci in bocca
nel calco del dolore

E non c'è sogni che si spinga più in là del sonno
non c'è risveglio dall'incubo di tutt'attorno
non c'è ragione, non c'è follia o coraggio
non c'è viaggio che spinga il viso oltre l'oltraggio

Questo natale a casa
si giocherà a tresette
per far morir qualcosa:
l'inverno trentasette

E la miseria è un orlo
al bavero scucito
più scivoli e nel farlo
ti aggrappi all'impiantito

Così di fondo in fondo si va per acquiescenza
si smette d'essere uomini, si avanza nell'essenza
si smette l'aria, si smettono gli abiti usati
lo strazio delle libertà, gli stracci accumulati.

Disse mia moglie, "Aspetto
un figlio per quest'anno",
anima benedetta,
speranza nel'affanno...

Giacomo lui che viene:
che si chiamasse come...
"Giacomo mi sta bene,
Giacomo è un bel nome."

Così io quando chiamerò mio figlio a voce alta
ricorderò che c'era, che ci sarà ogni volta
qualcuno che con gli occhi fissi al buio triste
guarda la morte in faccia, la guarda e le resiste.

Così ogni volta che io a Giacomo in queste notti
di questi anni matti coi sogni che interrotti
nasconderò il nome di chi vive e muore
di amore della vita, di morte dell'amore.

"Piazza Montecitorio,
là ci sta una salita
presero Matteotti
e ci lasciò la vita."

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Casimiro Wronowski

Casimiro Wronowski, cognato di Giacomo Matteotti, si offrì di identificare il cadavere e portò la dichiarazione di un dentista che aveva eseguito un complicato lavoro di otturazione in oro (molare superiore).
Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

Vedova Matteotti e Tita Ruffo baritono lasciano la tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti, Fratta Polesine, 21 agosto 1924

Fotografia originale Vedova Matteotti e il fratello Tita Ruffo baritono lasciano tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine, 21 agosto 1924.
Si ringrazia per il prezioso materiale La Bottega del ciabattino dall'archivio di Franco Senestro.