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Canzone sul delitto Matteotti

Canzone sul delitto Matteotti raccolta da De Martino nel Polesine nel 1951 dalla voce di una vecchia bracciante soprannominata la "Cuciretta".

Cari signori, se ascoltar mi state
canto il delitto di quei galeotti
che con gran'odio voller trucidare
il deputato Giacomo Matteotti

Un dì che Matteotti avea scovato
affari di petrolio e altre tresche
venne su una macchina caricato
da quei vigliacchi delle bande nere

In mezzo a un bosco fu trascinato allor
e quei vili assassini gli disser con furor:

"Tu che il fascismo hai sempre odiato
ora dovrai morire sull'istante"
e dopo averlo tanto bastonato
di pugnalate gliene dieder tante

Rispose lui a quei vili assassini
Voi uccidete me ma ognun si sbaglia
finirà il brigante Mussolini
che male porterà l'Italia

Se io muoi l'idea non morrà
e il buon lavorator vendicar mi saprà

La sposa amata e tutti i miei bambini
nel lutto più atroce son piombati
ma il dì della riscossa voi avrete
da popol tutto ciò che meritate

Ed ora dopo tanti patimenti
da noi tutti dev'esser ricordato
da quei fascisti vili e delinquenti
Giacom Matteotti va vendicato.

(Fonte: Jona, Liberovici, Castelli, Lovatto - "Le ciminiere non fanno più fumo. Canti e memorie degli operai torinesi", Donzelli editore 2008, pp. 137-138)

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Casimiro Wronowski

Casimiro Wronowski, cognato di Giacomo Matteotti, si offrì di identificare il cadavere e portò la dichiarazione di un dentista che aveva eseguito un complicato lavoro di otturazione in oro (molare superiore).
Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

Vedova Matteotti e Tita Ruffo baritono lasciano la tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti, Fratta Polesine, 21 agosto 1924

Fotografia originale Vedova Matteotti e il fratello Tita Ruffo baritono lasciano tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine, 21 agosto 1924.
Si ringrazia per il prezioso materiale La Bottega del ciabattino dall'archivio di Franco Senestro.