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Giacomo Matteotti e la grande guerra (Stefano Caretti)

Stefano Caretti
Stefano Caretti
Venerdì 26 settembre ore 17 alla Biblioteca Comunale Ariostea (Sala Agnelli in via Scienze 17, Ferrara) per il ciclo
La grande guerra e il novencento europeo
Stefano Caretti terrà la conferenza
Giacomo Matteotti e la grande guerra
Introduce Fiorenzo Baratelli, direttore Istituto Gramsci di Ferrara
A novant’anni dal suo assassinio ricordiamo Giacomo Matteotti. Egli fu un personaggio singolare. Ricco proprietario agricolo polesano, rinunciò a un’esistenza facile e sposò la causa dei contadini mettendosi contro la sua classe. Socialista riformista, fu contro la prima guerra mondiale e invocò l’insurrezione per fermarla. Avversario intransigente del fascismo, fu tra i pochi a vederne la natura intrinsecamente illiberale e totalitaria. Mussolini non tollerava la sua opposizione coraggiosa e documentata. Matteotti, per aprire gli occhi a un antifascismo pavido o incapace di unirsi e di agire per fermare la marcia autoritaria, decise di mettere in gioco la propria vita. Tra tutte le vittime della violenza fascista, Matteotti è assurto a simbolo. Ma la sua tragica morte non deve mettere in ombra la sua vita straordinaria, non perché avventurosa come quella di altri militanti antifascisti, ma perché ricca di grandi idealità tradotte nell’impegno coerente di tutti i giorni. Fu sindacalista, dirigente politico del Psi e grande parlamentare. Ne parlerà Stefano Caretti il suo più grande studioso e curatore della pubblicazione delle sue opere. (Fiorenzo Baratelli)
A cura di Istituto Gramsci di Ferrara e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
la grande guerra e il novecento europeo
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Casimiro Wronowski

Casimiro Wronowski, cognato di Giacomo Matteotti, si offrì di identificare il cadavere e portò la dichiarazione di un dentista che aveva eseguito un complicato lavoro di otturazione in oro (molare superiore).
Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

A BENEFICIO DEL COMITATO NAZIONALE PRO VITTIME POLITICHE: 1 e 2 lire con Giacomo Matteotti

Grazie ad eBay ho scoperto l'esistenza di marche A BENEFICIO DEL COMITATO NAZIONALE PRO VITTIME POLITICHE del valore i 1 e 2 lire dedicate a Giacomo Matteotti.


Si possono visionare tutti gli altri personaggi nel prezioso catalogo di Lanterna.

Il delitto Matteotti su “Il Becco Giallo”, 22 giugno 1924

Uno dei più diffusi fogli satirici dell’epoca “Il Becco Giallo” dedicò un intero numero, a pochi giorni dal fatto, alla sparizione di Giacomo Matteotti.
Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

Nello s…