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Il Martire - Le Martyr canzone di Luigi Cianfrini

Riporto lo spartito della canzone Il Martire - Le Martyr (in italiano e francese, edizioni Cianfrini) esposta recentemente dalla fondazione Anna Kuliscioff.
Questo il testo firmato Luigi Cianfrini, poeta e musicista

Sul muraglione che il Tevere lambe
c'è sempre un mucchio di freschi fior
che man furtiva di popolo getta
dov'è la croce del tuo martir.

Ma non sei morto. Chè l'anima ardente
dei tuoi fratelli splende per te;
vivendo in terra d'esilio ormai sanno
che il peggior male non è morir.

Su la tua spoglia non lacrime o canti
ma una parola sola d'amor,
quella ch'è il pane degli esuli affranti

e che ripete l'umanità
da tanto tempo con trepido cuore:
Italia, Italia, la libertà.

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Dove fu ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti (16 agosto 1924), nel bosco della Quartarella a Riano è ora visibile questo monumento.

Casimiro Wronowski

Casimiro Wronowski, cognato di Giacomo Matteotti, si offrì di identificare il cadavere e portò la dichiarazione di un dentista che aveva eseguito un complicato lavoro di otturazione in oro (molare superiore).
Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

Vedova Matteotti e Tita Ruffo baritono lasciano la tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti, Fratta Polesine, 21 agosto 1924

Fotografia originale Vedova Matteotti e il fratello Tita Ruffo baritono lasciano tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine, 21 agosto 1924.
Si ringrazia per il prezioso materiale La Bottega del ciabattino dall'archivio di Franco Senestro.