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Conosce Giacomo Matteotti?

Autorizzati da il Ventaglio novanta si riporta Conosce Giacomo Matteotti? a seguire dell'articolo Le stanze della memoria di Lino Segantin Ventaglio n. 48 - Gennaio 2014

“Scusi, conosce Matteotti?”
“Giacomo Matteotti?”
“Sì, sì, Giacomo Matteotti!”
“Beh… è un importante uomo politico.”
“Sa che è di Rovigo? Precisamente di Fratta Polesine, dove è nato e vissuto, vi è ancora la sua casa”.
”Ma va?”.
Il prossimo anno sono novant’anni che questo nostro compaesano è stato rapito e ammazzato. Egli era uno di noi, che parlava il nostro dialetto, giocava, correva, operava nella nostra pianura polesana; è una persona che vale la pena conoscere bene, credetemi.
Della sua casa non sono rimasti solo i muri, c’è ancora tutto dentro: i tavoli e le sedie, i mobili, il letto, l’armadio, e poi i quadri e le foto della moglie, dei suoi figli, dei fratelli, dei genitori. Ci sono tanti suoi scritti, che dicono del suo pensiero, e lettere che esprimono suoi sentimenti e interessi.
Non c’è città d’Italia dove a Giacomo non sia stata intitolata una piazza o una via, addirittura all’estero ve ne sono tante, egli è stato ed è un grande!
L’ho chiamato semplicemente Giacomo, perché l’ho conosciuto, sono stato a casa sua a Fratta, ho ascoltato fatti della sua vita ben adattati con recite di attori. Sono stati letti, nelle stanze di casa sua, passi significativi della sua vita politica, ma non solo, anche toccanti lettere corrisposte con la sua amata moglie, Velia, sempre a lui vicina anche quando fu confinato a Messina. Che donna sua madre ed i fratelli! Matteo il più grande, Silvio quello più giovane. Ho ascoltato da un vecchio disco la voce di Titta Ruffo, cognato di Giacomo, baritono apprezzato in tutto il mondo, la cui vita è stata fortemente legata a quella del martire del fascismo.
Conoscere Giacomo Matteotti, a casa sua, è stato un piacere che altri concittadini mi hanno trasmesso, con le loro voci e la loro mimica, illustrando con chiarezza dove è giusto vi sia luce. Di ritorno dalla visita a casa di Giacomo Matteotti mi sono sentito di scrivere queste annotazioni. Grazie a chi ha ideato e realizzato l’iniziativa e a Ventaglio90 se vorrà pubblicare questi pensieri.
Rolando Chieregato

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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