Passa ai contenuti principali

Matteotti, Gobetti e... Alfieri

Uno dei primi, e più incisivi, ritratti biografici di Giacomo Matteotti fu sicuramente quello scritto ed edito da Piero Gobetti, dato alle stampe nei primi giorni dell'agosto 1924.
Le copie superstiti di quella lontana edizione, che fu vittima di numerosi sequestri e distruzioni, sono ormai rarissime. Eccone la copertina:

Piero Gobetti, Matteotti

A colpire l'attenzione è sicuramente il motto, in caratteri greci, impresso a centro pagina e destinato a comparire in tutte le pubblicazioni della collana diretta da Gobetti.
La sua traduzione in italiano è: "Che ho a che fare io con gli schiavi?"
La misteriosa frase è tratta da una lettera del 1801 di Vittorio Alfieri, poeta e drammaturgo su cui lo stesso Gobetti aveva condotto la prorpia tesi di laurea pochi anni prima.
L'impostazione grafica fu disegnata dal pittore Felice Casorati.

Nella domanda rivolta al lettore evidentemente si sovrappongono il rifiuto antitirannico di Alfieri, che visse con delusione gli esiti della rivoluzione francese, e la ferma opposizione di Gobetti ad ogni compromesso con il nascente regime fascista.

Post popolari in questo blog

Il delitto Matteotti su “Il Becco Giallo”, 22 giugno 1924

Uno dei più diffusi fogli satirici dell’epoca “Il Becco Giallo” dedicò un intero numero, a pochi giorni dal fatto, alla sparizione di Giacomo Matteotti.
Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

Nello s…

Dove fu ritrovato Giacomo Matteotti (Riano): un monumento

Dove fu ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti (16 agosto 1924), nel bosco della Quartarella a Riano è ora visibile questo monumento.

Tessera del Partito Socialista Unitario (PSU) 1924

Tessera del Partito Socialista Unitario (PSU) 1924 esposta nella mostra su Matteotti della Fondazione Anna Kuliscioff a Milano.
Giustizia