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Giacomo Matteotti, martire dell’antifascismo - Roberto Bonente (ANPPIA) a Verona

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A.N.P.P.I.A. Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti – Federazione di Verona

Nella sede dell’ANPPIA, ANPI e IVrR , sala “Berto Perotti”, in via Cantarane 26, sabato 15 febbraio 2014 alle ore 16.20 è indetta la giornata del tesseramento ANPPIA 2014. L’incontro avrà come titolo:

Giacomo Matteotti, martire dell’antifascismo 

Il ricordo di Giacomo Matteotti nel 90° anniversario del suo sacrificio sarà tenuto da Roberto Bonente, consigliere nazionale ANPPIA

 “Mai come in questo periodo di tempo la legge è divenuta una finzione che non offre più nessuna garanzia per nessuno. La libertà personale, di domicilio, di riunione non sono più regolate dallo Statuto, e neppure dai soli capricci della polizia, ma continuano ad essere alla mercé di qualsiasi capo fascista. Ottanta cittadini italiani sono stati in quest’anno uccisi impunemente dai cittadini che godono il privilegio fascista, e le stesse esecuzioni sommarie, pubblicamente organizzate e condotte, non hanno avuto alcuna sanzione, non che di condanne, neppure di procedimenti giudiziari. Migliaia di cittadini sono stati bastonati, percossi, feriti; centinaia di domicili invasi o devastati, senza che la polizia se ne sia mai accorta.
La libertà di stampa dovrebbe essere garantita dallo Statuto, ma non passa settimana che un giornale non sia o soppresso illegalmente dai Prefetti e dai Questori, o assalito e devastato da fascisti, o per lo meno pubblicamente minacciato violenza. Lo Stato ha finito per perdere ogni autorità. Esso è sostituito o asservito al partito dominante. La polizia è esercitata non a vantaggio della Nazione, ma del partito al potere, il quale è anzi entrato addirittura, tutto armato, a costituire esso la polizia. Nessun cittadino sente sopra di sé la vigilanza di uno Stato; ognuno sente solo la minaccia di un partito che è padrone dello Stato, cosicché chi è membro del partito crede se stesso lo Stato; chi è avverso al fascismo, è costretto a confondere lo Stato nella sua avversione contro il partito dominante”. (da Dopo un anno di dominazione fascista di Giacomo Matteotti)

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