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I solenni funerali di Matteotti

Il Nuovo Paese 22-8-1924
Fratta Polesine, 21 sera.
Stamane alle 9.30 si sono svolti i funerali dell'on. Matteotti. Con l'intervento di grande folla si è formato un lungo corteo che si è mosso dalla casa del defunto. Preceduto da una compagnia del Genio veniva il feretro portato a braccia da valletti della Camera. Seguivano quindi i congiunti del defunto, il commissario prefettizio di Fratta, cav. Castiglia, l'on. Badaloni in rappresentanza del Senato, l'on. Miari per la Camera dei deputati, il prefetto comm. Baccaredda, alcuni deputati, i rappresentanti dell'Amministrazione provinciale, del Comune di Rovigo e di altri enti ed associazioni.
Durante il passaggio sono stati gettati fiori sulla bare, mentre molte persone si inginocchiavano.
Nella chiesa parrocchiale è stata celebrata la "Messa di Requiem".
Ricompostosi il corteo, la salma è stata portata al cimitero e deposta in una tomba provvisoria. La vedova signora Matteotti insieme ai congiunti ha seguito la salma del consorte fino al Camposanto, ha assistito alla tumulazione e quindi ha fatto ritorno, in automobile, alla sua abitazione, salutata dalla folla al suo passaggio. Non sono stati pronunciati discorsi. La cerimonia è terminata verso mezzogiorno.

Giornale consultato nella collezione del Museo Matteotti.
il nuovo paese - testata

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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