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Matteotti commemorato al Monumentale di Milano

La voce repubblicana quotidiano del partito repubblicano italiano 22-8-1924
Matteotti commemorato al Monumentale di Milano
Milano, 20 - Nelle primissime ore di stamane, quando i cancelli del Monumentale erano ancora chiusi, numerosi gruppi di popolani e popolane dei quartieri di Porta Volta e Garibaldi, sostarono al piazzale per una silenziosa commemorazione dell'on Matteotti.
Tra due alberi venne steso un grande drappo rosso sul quale venne affisso un ritratto del Martire, dinanzi al quale da mani pietose di donne del popolo venne cosparsa una grande quantità di fiori. La folla dapprincipio poco numerosa venne man mano ingrossandosi per il sopraggiungere degli operai e delle operaie degli stabilimenti vicino che vollero portare all'altare improvvisato il loro reverente omaggio. E così davanti all'improvvisato altare continuarono per parecchio a sfilare e sostare in brevi minuti di raccoglimento una folla sempre più numerosa che venuta a conoscenza della cosa si partiva per il pio pellegrinaggio dai quartieri più lontani.
Più tardi però la questura venuta a conoscenza della cosa inviò colà alcuni camions di carabinieri al comando di un Commissario con l'ordine di sequestrare il drappo e di sbandare la folla.
Il che fu fatto con i sistemi d'uso.

Giornale consultato nella collezione del Museo Matteotti.
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Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

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Si ringrazia per il prezioso materiale La Bottega del ciabattino dall'archivio di Franco Senestro.