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I comunisti contro i socialisti

I comunisti contro i socialisti - Il Piccolo 22 e 23-8-1924
Milano, 22 agosto.
L'Unità polemizza con la Giustizia che aveva accusato ieri i comunisti di incoerenza:
"Tornano di nuovo - scrive l'Unità - le accuse di settarismo rivolte all'atteggiamento dei comunisti nei riguardi dell'assassinio di Giacomo Matteotti. Questa accusa non è nuova. La socialdemocrazia di tutti i paesi per sottrarsi ai suoi impegni con le masse lavoratrici non ha trovato mai migliore espediente che quello di mostrare come fatui acchiappanuvole i socialisti marxisti rivoluzionari. Noi sappiamo quello che vogliamo, ed è appunto questa nostra chiarezza che sconcerta e turba le nebulose costruzioni politiche del socialriformismo, il quale sapendo di non essere creduto dagli operai ricorre alla calunnia e alla insinuazione. Esso ci dice: Che cosa vogliono i comunisti dalle Opposizioni se ne sono fuori? Perché screditare le Opposizioni con proteste che non potranno ricevere una soluzione se non quando le Opposizioni avranno vinto? Da questo si conclude che i comunisti per coerenza dovrebbero fare il piacere di non chiedere nulla alle Opposizioni. Conosciamo il valore di queste argomentazioni. I comunisti sono i soli che possono parlare sulla salma di Matteotti senza arrossire, essi che non hanno mai stretto alcun patto di pacificazione con i fascisti.

Giornale consultato nella collezione del Museo Matteotti.
testata Il Piccolo

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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