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Scalarini disegna Matteotti

Chi è Giuseppe Scalarini?
Nella mia ignoranza non lo sapevo, con estrema fortuna sono entrato in contatto con un erede disponibile identificando il legame Scalarini-Matteotti.
Oggi ho ricevuto un cd con tutti i disegni di Scalarini su Matteotti e l'autorizzazione alla pubblicazione  (scalarini.it). Verranno perciò pubblicati in una sorta di museo virtuale dell'opera di Scalarini su Matteotti per trasformarlo in una mostra fisica e itinerante.
Alcune informazioni su Giuseppe Scalarini:
  • Giuseppe Scalarini (1873-1948). Il segno intransigente. Grafica politica, satira e illustrazione mostra presso il Museo del Novecento di Milano dal 15 novembre 2013 al 9 marzo 2014 (a cura di Giovanna Ginex)
  • Giuseppe Scalarini (Mantova, 29 gennaio 1873 – Milano, 30 dicembre 1948) è stato tra i maggiori caricaturisti e disegnatori satirici italiani. (Wikipedia)
  • « E' ìl più politico dei caricaturisti italiani e forse del mondo. La sintesi è la base del suo pensiero e del suo disegno crudele. Pochi tipi, sempre eguali, il lavoratore tesserato, il capitalista ladro. pochi simboli: la falce e il martello, il grimaldello, la sciabola, il rosario cattolico. È monotono. Ma nella monotonia truce della sua visione Scalarini trova la forza che condensa in piccoli spazi: non cerca ombre: bianco e nero, nero e bianco. Niente altro. La sua caricatura è veleno, è morte. Guardando queste grandi opere io mi spavento. Scalarini è un caricaturista che passerà alla storia »
    (Risorgimento Grafico, Milano, 1920)
  • La sua abilità emerge già dalla modernità della sua firma

Fabrizio Pivari

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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