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Una significativa lettera della ved. Matteotti all'on. Federzoni - Dalle frettolose esequie di Matteotti profugo anche morto alle gesta... legalizzate della fazione dominante

La voce repubblicana quotidiano del partito repubblicano italiano 22-8-1924
Dalle frettolose esequie di Matteotti profugo anche morto alle gesta... legalizzate della fazione dominante
Una significativa lettera della ved. Matteotti all'on. Federzoni
Nelle trattative che corsero fra le Autorità politiche e la vedova Matteotti per fissare le modalità del trasporto a Fratta Polesine della salma del Martire, la Vedova espresse il suo pensiero e la sua volontà nella seguente inequivocabile lettera, che la Stefani si è ben guardata dal trasmettere ai giornali:
"Eccellenza!
parto per accompagnare il feretro di mio marito mercoledì 20 agosto dalla stazione di Monterotondo col diretto che parte da Roma per Firenze-Bologna delle ore otto.
Confido che V.E. vorrà far rigorosamente osservare questa domanda.
Voglia dare disposizioni perché il suddetto diretto si fermi a Monterotondo il tempo necessario per poter sistemare la bara di mio marito.
Chiedo che nessuna rappresentanza della milizia fascista sia di scorta al treno, nessun milite fascista di qualunque grado o carica comparisca, nemmeno nella forma di funzionari in servizio.
Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro ed ai miei occhi durante tutto il viaggio ed a Fratta Polesine, fino a tanto che la salma sarà sepolta.
Voglio viaggiare come semplice cittadina italiana che compie i suoi doveri per esigere i suoi diritti; quindi nessuna vettura-salon; nessun scompartimento riservato; nessuna agevolazione o privilegio, ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno, quale risulta dall'orario di dominio pubblico.
Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d'ordine, il detto servizio sia affidato solamente ai soldati italiani.
V.E. si degni assicurare che la mia volontà sarà integralmente rispettata. Qualora V.E. non potesse con piena sicurezza impegnarsi per quanto ho chiesto si compiaccia ugualmente comunicarmelo."

Velia Matteotti

Giornale consultato nella collezione del Museo Mattetti.
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Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
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