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Matteotti 90 a Comasine

Oggi, 8 giugno 2014, si è celebrata la commemorazione della Morte di Giacomo Matteotti a Comasine.
Una bellissima cerimonia cominciata con la S. Messa alle ore 10.00 e continuata con la deposizione della corona presso la casa avita di Matteotti. Un omaggio dovuto ad un grande uomo che si è immolato per la libertà, come ha ricordato anche nell'omelia Don Enrico ...non c'è amore più grande che dare la propria vita per il bene altrui.
"Nella solennità di Pentecoste - ha detto il celebrante all'inizio della Santa Messa - dove il colore della liturgia è il rosso, simbolo del martirio, il ricordo di Giacomo Matteotti assume un significato che invita ulteriormente a riflettere sui tanti martiri della nostra società." Il sindaco di Pejo Angelo Dalpez ha ricordato il forte legame tra la comunità solandra e ha annunciato che nei prossimi mesi sarà ristrutturata la casa di Comasine da dove partirono i nonno del martire. "Matteotti era la voce più critica dell'epoca contro il fascismo - ha affermato Alessandro Pietracci. Una voce fuori dal coro e per questo da eliminare." Sul significato del "fare memoria" si è soffermato il presidente dell'ANPI Sandro Schmid "Convolgiamo sempre di più i giovani - ha detto - perché conoscendo il passato siano protagonisti del loro futuro. La pace non è mai al sicuro bisogna sempre alimentarla".
Comasine 8 giugno 2014, novantesimo Giacomo Matteotti
Comasine 8 giugno 2014, novantesimo Giacomo Matteotti

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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