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Giacomo Matteotti, grandi occhi azzurri

Matteotti con il busto eretto, la testa alta - così come il sacerdote tiene alto il Santissimo nella processione - parlava rapidamente con vigore. La sua parola precisa, fredda, tagliente, ironica, beffarda, sferzava, irritava, faceva fremere gli avversari. Raccoglieva le interruzioni e rispondeva - agilissimo e pronto come uno schermitore spertissimo - confutando e tagliando netto la parola all'interruttore. Si stancarono e non interruppero più. La maschera rigida di Matteotti si rasserenò. Nei suoi grandi occhi azzurri nei quali balenava prima la volontà decisa, accigliata dell'uomo che non piega, passò un brivido di commozione quando concludendo il suo dire, con visione apocalittica accennò al significato delle vite umane cui portava fatalmente la guerra. Più di tutti avrebbero sofferto i lavoratori della terra fra i quali abbondantemente avrebbe mietuto la falce della morte. Ma sulla terra irrorata dal sangue dei lavoratori sarebbero poi spuntati fiori rossi. Il domani era del proletario. Il divenire del socialismo era sicuro. Beati coloro che ne vedrebbero la bellezza trionfale!

La vita di Giacomo Matteotti di Aldo Parini.
La vita di Giacomo Matteotti, Aldo Parini, Minelliana
La vita di Giacomo Matteotti, Aldo Parini, Minelliana

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Dove fu ritrovato Giacomo Matteotti (Riano): un monumento

Dove fu ritrovato il corpo di Giacomo Matteotti (16 agosto 1924), nel bosco della Quartarella a Riano è ora visibile questo monumento.

Casimiro Wronowski

Casimiro Wronowski, cognato di Giacomo Matteotti, si offrì di identificare il cadavere e portò la dichiarazione di un dentista che aveva eseguito un complicato lavoro di otturazione in oro (molare superiore).
Porterà la bara nel funerale di Fratta Polesine del 21 agosto 1924.
Viene nominato tutore dei nipoti minorenni.

Cenni della sua vita
Nato a Lesina nel 1880, discende da una famiglia aristocratica polacca trasmigrata in Dalmazia.
Patriota irredentista frequenta i circoli di Zara che si rifanno al Tommaseo. Nel 1896 si trasferisce in Italia laureandosi in legge a Pisa. Wronowski è assunto al Corriere nel 1909.
Nel 1910 il Corriere della Sera impiantò in via Solferino una biblioteca a lui affidata.

La seguente fotografia discorso di Casimiro Wronowski è pubblicata con l'autorizzazione dell'Archivio Innocente Salvini (www.archiviostoricovalcuvia.org/salvini)

Vedova Matteotti e Tita Ruffo baritono lasciano la tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti, Fratta Polesine, 21 agosto 1924

Fotografia originale Vedova Matteotti e il fratello Tita Ruffo baritono lasciano tomba dopo i funerali di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine, 21 agosto 1924.
Si ringrazia per il prezioso materiale La Bottega del ciabattino dall'archivio di Franco Senestro.