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Perché il monumento di Giacomo Matteotti a Pescia è il primo d'Italia?

Perché il monumento di Giacomo Matteotti a Pescia (di Alfredo Angeloni) è il primo d'Italia?
Riporto dall'opuscolo a firma Cesare Bocci: Presentazione del restauro del monumento a Giacomo Matteotti giardini pubblici omonimi Pescia 16 giugno 2012:
Matteotti a Pescia
Nell'ottobre del 1920 il partito socialista conquistò la maggioranza consiliare del municipio di Pescia. Le urne relegarono il partito popolare all'opposizione e tennero fuori dal consiglio comunale la lista Unione Ordine Libertà e Progresso, formata da liberali e radicaldemocratici. Divenne sindaco il falegname artigiano Alberto Sainati e fu eletto assessore il parrucchiere artigiano Arduino Ferruccio Borelli, il quale nell'aprile del 1945 sarà chiamato dal partito socialista a presiedere il comitato organizzatore la giornata del 10 giugno. Tra le prime decisioni della giunta socialista vi fu la nuova tassazione dei redditi: per poter realizzare le opere utili alla comunità occorreva alzare il prelievo comunale su ceti medi e alti e a tal scopo furono approntate e approvate dal consiglio comunale percentuali della tassa di famiglia che incidevano sulla fascia di contribuenti più agiata. La delibera fu respinta dalla prefettura di Lucca e per evitare il ripetersi di tale decisione, l'amministrazione socialista chiese parere alla Lega dei comuni socialisti e al deputato Giacomo Matteotti (verbale del consiglio comunale di Pescia 17 marzo 1921). Nonostante due nuove proposte, la prefettura non dette parere positivo al provvedimento e nel settembre 1921, protestando contro l'impossibilità di governare, i socialisti si dimisero dal consiglio comunale.
Il 26 giugno 1924 l'organo diocesano Il popolo di Valdinievole titolò a commento dell'ormai accreditato delitto Matteotti Delitto Esecrando e Il valore di una preghiera; il 23 agosto 1924, poco dopo il ritrovamento del cadavere, Mikros firmò, L'ombra del morto, un articolo in cui si rendevano note le difficoltà in cui si trovava Mussolini e il suo governo , e si criticava la violenza del Fascismo.
Il braccio destro di Mussolini, Cesare Rossi, e il suo segretario nonché cugino, Alarico Nucci, ambedue nativi di Pescia, furono coinvolti a vario titolo nel processo successivo al delitto Matteotti e poi, considerati oppositori al regime, subirono anni di condanna al confino dal Tribunale Speciale fascista.
Questi legami tra Pescia e Matteotti non furono rammentati né dagli oratori socialisti che intervennero nella cerimonia di dedica del monumento né dalla stampa locale diocesana.
monumento Giacomo Matteotti, Pescia - Associazione Quelli con Pescia nel cuore
monumento Giacomo Matteotti, Pescia - Associazione Quelli con Pescia nel cuore

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Firma R L (Rata Langa ? -> Gabriele Galantara ?)

Di seguito, l’eloquente prima pagina


Dall’articolo di apertura:

“Ancor oggi, quando l’anima è avvelenata e il cuore affranto, ancor oggi dobbiamo adoperare in questo foglio le nostre armi di lotta: lo scherno, la satira, l’ironia, il disprezzo. Quanto volentieri vorremmo tacere nel nostro dolore! Quanto vorremmo non affrontare questa tremenda contraddizione di scrivere come scriviamo mentre nella nostra mente tumultuano ricordi tristi e visioni tragiche e mentre nella nostra penna spuntano solo maledizioni! Ma ricordiamo anche quando, con quel suo sorriso aperto e buono degli uomini di acciaio, Giacomo Matteotti ci incoraggiava, ci incitava in qualche ora di dubbio, a lanciar nella mischia questo nostro giornale, a perseverare, a non stancarci come mai Egli non si stancava…”

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