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I funerali - Corriere del Polesine 21 agosto 1924 seconda edizione

Corriere del Polesine 21 agosto 1924 seconda edizione, prima pagina
Nel cimitero di Fratta Polesine
la salma di Giacomo Matteotti trova la sua pace eterna
I funerali
Fin dalle prime ore del mattino affluiscono a Fratta numerosi amici politici dello scomparso e una vera folla di persone per le quali per le quali la tragica fine del deputato unitari è stata causa di dolore.
Fratta, intanto, si prepara al funebre rito con semplice e commovente austerità. Dalla cerimonia deve salire, alta, la voce dell'amore e della bontà come ha detto la consorte di Giacomo Matteotti, nel suo nobile messaggio al popolo.

Le rappresentanze
Giungono l'on Miari, in rappresentanza della presidenza della Camera, il prefetto comm. Baccaredda, le Autorità militari e provinciali e molti intervenuti da paesi e città vicine. Il rito sarà celebrato solennemente e semplicemente. Nella limpida mattinata estiva la salma di Giacomo Matteotti, (amorosamente composta entro la bara dell'amore, dal dolore e dalla pietà della vedova e dei compagni scenderà nell'avello del rustico cimitero, placata alfine e ammonitrice alle nostre umane giornate.
Fiori, fiori vengono recati a mazzi, a fasci, a ghirlande alla casa dell'Estinto. La Madre e la Vedova hanno vegliato la Salma durante la notte, con i congiunti comm. Titta Ruffo, Steiner e Wronowsky.
Alle ore 9.30 verso la Casa Matteotti si dirigono tutte le Autorità, il commissario regio del comune cav. Castiglia e la folla degli intervenuti.
Notiamo molte personalità politiche.
I rappresentanti dei gruppi parlamentari d'opposizione non sono intervenuti. Ed ecco giunta l'ora fissata per il trasporto funebre.

La cerimonia
Nella casa ove l'ala del dolore sembra aver battuto, inesorabilmente, alla chiara serenità che splende intorno, la Madre saluta disperatamente, singhiozzando, la Salma. La Vedova - chiusa nelle sue doloranti gramaglie - segue, disfatta nel volto, la bara sulla quale appoggia la mano. La bara è recata a spalle dai compagni di fede. Al passaggio la folla si scopre reverente, presa da una intensa commozione. Rende gli onori un battaglione di fanteria.

Nella chiesa
Il funebre corteo si dirige verso la chiesa. Davanti all'Altare la bara viene deposta. Nella chiesa campestre, profumata di fiori e d'incenso viene celebrata la messa cantata. La signora Velia Matteotti amorosamente sorretta dal fratello ha sempre con lo sguardo, fissato la bara, con viva commozione.
Terminata la funzione, il corteo si ricompone avviandosi verso il Cimitero, questo asilo di pace. Il massimo ordine e la massima calma regnano ovunque.
I reggitori la bara sostano entro i cancelli. E il corteo, nel silenzio assoluto, intenso, sepolcrale, sfila composto davanti alla bara.
Il cognato dell'Estinto signor Steiner pronuncia, quindi, in nome della famiglia, parole di ringraziamento e invoca per la salma la pace infinita del cielo.
La Vedova, quindi, tra due ali reverenti di popolo che si scopre, raggiunge, con i congiunti, l'abitazione.
Così nella compostezza migliore e ammirevole, il rito dell'amore e della riverente pietà, è stato celebrato.
Alle 11.30 le Autorità s'allontanano.
Corriere del Polesine - quotidiano politico
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fotografia di Paolo Monti del 1965 che ritrae uno slogan elettorale dipinto su un muro a Venezia.

(da Wikipedia)